Miss Italia e Martini, l'anello con l'Oliva


09 Mar
09Mar

Una sera del 2003 guardavamo Miss Italia a casa di nonna, io Elena e nonna e mamma, mamma tornava dalla piscina e nonna le dava un pacchetto arrivato con le poste, una scatolina arancio fluorescente. 

Mamma aveva vinto dei gioielli, estratta a sorte in un concorso di una rivista per donne, anelli d'argento con zirconi grossi come mandarini cinesi, e un paio di orecchini.

Non me ne stava nemmeno uno, perché anche se ero già più grossa di una bambina grossa allora, le mani le ho sempre avute piccoline, corte e paffute come quelle di Baby Mia. 

Ma quanto brillavano. 

Mamma non li ha indossati mai, quegli anelli, troppo grossi - io invece me ne ero innamorata, avevo deciso che i gioielli più di tutto mi facevano saltare il cuore come guizzavano i pesci rossi nella fontana a Osimo, dove ogni tanto passeggiavamo, lì intorno s'intende, non dentro. 

Non li ho mai più visti quegli anelli, dopo il 2004, hanno stazionato lì a casa di nonna per un pezzo, finchè ci abbiamo vissuto a intermittenza dentro, poi puff, svaniti, sono rimasti gli orecchini che ancora porto ogni tanto ma del resto manco l'ombra, era rimasta la scatola di quel colore oltraggioso che mi bucava gli occhi miopi e nient'altro. 

Il 7 è stato il mio compleanno, 29, l'ultimo prima di cambiare decina, l'ultima l'ho cambiata 9 anni fa naturalmente, e mi sembrano passate sette vite e mezzo in mezzo, un inferno, una guerra, un purgatorio e un processo. 

Mamma mi ha chiesto che regalo volessi, non volevo niente che costasse tanto, ho scelto un anello, una cosa vintage grande e più oltraggiosa della scatola arancione sulle mie dita da bambolotto, ma molto più bello, perfetto, un perfetto anello francese d'argento con uno zircone grande come un'oliva, Martini, l'ho chiamato, e certi altri piccoli trasparenti, con quattro cuori sul davanti, un gambo a quattro zampe. 

Nel 2003 mi piacevano i Tirabaci Bon Bon Malizia, e i lucidalabbra Deborah alla frutta, e adesso metto rossetti firmati perché sanno di frutta anche quelli, papaya e lampone e agrumi acerbi, di certi colori assurdi, specialmente a casa e se sono triste, rossi e fuxia e color mattone, viola prugna, rosa perla, che mi sta così male! Ma mi fa così felice. 

Poco è cambiato.

Quell'anno ascoltavo musica discutibile, e adesso anche peggio. 

Non è cambiato niente rispetto a questo.

Il 2003 era un anno buio incastrato storto dentro una serie di altri anni bui, anche quelli tutti storti, questo di adesso invece è pesto solo se apro la porta sul retro, l'ingresso adesso ha un campanello, ed entra solo chi voglio. 

Tipo il postino, quando mi ha portato questo luccicosissimo anello. 



Nel 2003 Miss Italia era Francesca Chillemi, quest'anno non so nemmeno se si fa più, Miss Italia. 


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