La prima mimosa dell'anno


01 Feb
01Feb

Oggi nei pressi di Largo Boito a Senigallia ho visto la prima mimosa. 

Non un ramoscello rinsecchito dietro qualche cancello, proprio un albero, un alberone grande come una nuvola, e più spumoso della meringa, nonostante quasi tutti i fiori fossero ancora rattrappiti in celle... febbraiole? Febbraline? ...Che febbraio manchi di un aggettivo? Non so, ma avete capito il senso. 

Mimosa

In ogni caso, vista questa mimosa grandissima, che non ondeggiava quasi per niente perché non c'era vento, ma che avrebbe potuto ben più dei capelli zuppi e ferrosi della Penelope di Guerra per forza di cose, e comunque sicuro di più delle chiome di tutti gli altri alberi vicini, vista questa bellezza ho pensato com'è, chissà com'è che della mimosa non ho mai finito di scrivere niente, ho appena cominciato e poi lasciato lì a metà, come se non importasse.  

Eppure la mimosa è il mio fiore preferito. 

Mia mamma mi ha regalato una collana piena di mimose quando ho compiuto 18 anni, tutto un lavoro di ottone e placcature e smalti e perline di vetro luccicanti, e il profumo per il mio matrimonio era pure mimosa e alcol, e ho un tatuaggio ancora da fare con un rametto di mimosa tanto tronfio che fosse vero non si reggerebbe in piedi, e ogni fine inverno, alla vista della prima giallissima pianta, rimango sempre interdetta e sconvolta, un minuto di contemplazione e riparto, ma per tutta la primavera non dimentico e me la porto appresso fino al successivo inverno. 

les nereides mimosa


Non è un'ossessione, è proprio un amore, pure l'odore della mimosa mi fa impazzire, e dicono tutti invece che puzzi pure da fresca, ma io proprio non lo capisco. 

Appena tornata a casa ci ho pensato subito com'è, com'è che non ho mai finito di scrivere niente della mia mimosa. 

Che mi piaccia troppo? E deludo le mie aspettative di continuo. Forse. Oppure sono troppi il lavoro le preoccupazioni le cose da fare. 

Non so, e ci ho pensato un bel pezzo e mi sono messa al lavoro su un pezzo vecchio vecchio. 

Realizzavo nel frattempo che la concorrenza qui non esiste, quasi, della mimosa ne hanno scritto in pochi, di poeti, sarà che è effimera, scoppia improvvisamente dai rami come una gelida granita gialla e poi sboccia, una bambagia di polline e susina bianca, e poi basta, muore.

Qui ci sono piccole piccole anticipazioni piccole di una poesia inedita che leggerete fra qualche giorno, portate pazienza. 

Mimosa

Però certo, la concorrenza sarà pur poco numerosa, ma uno in lizza è Neruda, porca miseria. 

Pablo Neruda

Neruda, che bello no,  ma che sa cuccare anche post mortem con certe parole che madonna signore, più dolci del miele.

Neruda della mimosa ne ha parlato. 

Come al suo solito, poche parole e ti fa traballare e cascare di qua e di là come un'adolescente. 

Hikmet però è intossicante, e per lui ci sarà un post a parte - e scusa Neruda, ma vince sempre. 

In ogni caso, per la mimosa, uno a zero per Pablito e palla al centro. 

Mimosa

Andavo a San Jeronimo
verso il porto
quasi addormentato
quando dall’inverno
una montagna
di luce gialla,
una torre fiorita
spuntò sulla strada e tutto
si riempì di profumo.
Era una mimosa.

Dai, che non saprebbe dirgli di no manco un uomo etero. 

meme love

Comunque come dicevo, siccome la dignità di un poeta sta anche nel coraggio e nella sfrontatezza, nell'età adolescente delle sue paure e delle remore assenti, dell'incapacità di ottenere comunque da se stesso reali consensi, fra la mimosa del mattino e tra le righe di un breve lavoro che ho finito ho ripreso in mano un testo vecchio, lo finisco presto e ve lo posto. 

E poi se Neruda avrà pietà non mi verrà a cercare per scherno in qualche brutto sogno. 

Ci conto, era un signore in fondo. 



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